Storia Naturale III.2

Storia naturale - vol. III.2 - Botanica. Libri 20-27

Plinio il Vecchio (Gaio Plinio Secondo)

Traduzione e note di Andrea Aragosti, Paola Cosci, Anna Maria Cotrozzi, Marco Fantuzzi, Francesca Lechi

Einaudi - Collana: I Millenni

Dell'ampia sezione dedicata da Plinio il Vecchio nella sua "Storia naturale" alla botanica, questo secondo tomo comprende, coi libri XX-XXVII, la parte officinale. L'antico scienziato ci introduce ai misteri pi¨ occulti del regno vegetale, lÓ dove operano misteriosamente i legami di simpatia o i contrasti di antipatia degli elementi, gli odi e gli amori delle cose fra loro, a esclusivo beneficio dell'uomo. Conoscendoli, egli pu˛ giovarsene per la propria alimentazione e per combattere i propri malanni. LÝ agiscono la farmacopea e la medicina di un mondo che, inesperto della chimica e inadeguato all'alta chirurgia, assecondava intelligentemente la natura o ricorreva acutamente al suo provvido soccorso per ogni affezione fisica o psichica. Infinite piante sono qui indicate da Plinio, sistematicamente e ripetutamente, per la cura di tutti gli organi umani, per le complesse operazioni digestive come per quelle fragili della vista, per le superficiali dermatosi come per le delicate funzioni femminili. Pi¨ che alle rare piante esotiche, egli ci rimanda alle amare lattughe, alla forte cipolla, al fiore dell'anemone, alle virt¨ prodigiose della pera, delle noci, dei pistacchi e fin degli umili steli dei prati. Si entra nel laboratorio di un erborista che accoglie e trasmette il sapere di generazioni, in un inseguimento continuo della salute che, ci dice Plinio, Ŕ a portata di mano nell'orto di casa.